PEREGO: 10-11-12 Ottobre 2008 : TRE GIORNI “NEWHOPE”

“[..] aprirsi alla mondialità significa educarsi alla convivialità delle differenze. Non solo accogliendo in casa tua il marocchino, l’emarginato, il diverso. Ma soprattutto facendolo sedere a mensa con te.” (don Tonino Bello)
Questa frase è ben impressa nella mente, negli occhi e nel cuore di Suor Rita e di “Casa Rut”, di Padre Giorgio e di tutti i padri sacramentini che a Caserta aiutano gli immigrati.
E della loro vita ci hanno raccontato durante lo scorso week-end: venerdì 10 è stato proiettato per tutti il film “Quando sei nato non puoi più nasconderti” per introdurci alla tematica del diverso, dell’immigrato.
Poi sabato 11 presso la vecchia chiesa di Perego c’è stata la vera testimonianza di Suor Rita e Padre Giorgio: hanno raccontato come è nata Casa Rut, casa di accoglienza per donne immigrate che sono riuscite ad uscire dallo sfruttamento sulle strade e che vogliono ricominciare a vivere, recuperando innanzitutto la loro dignità di donna, troppe volte distrutta da chi le sfrutta. Ma non solo: molte di queste donne bussano alla porta di Casa Rut, un appartamento nel centro di Caserta, perché in grembo portano quel bambino che ha dato loro la forza di gridare “Basta!”. Queste ragazze immigrate non possono però farcela da sole con tutto quello che hanno vissuto, e con un bambino che quando crescerà avrà bisogno di tutta la loro presenza, ma avrà anche le esigenze di ogni altro bimbo. E così Casa Rut le accoglie, e accoglie pure i bambini: sono attualmente otto i bimbi che vivono a Casa Rut con le loro madri alle quali viene insegnato l’italiano, con le quali viene affrontato un percorso psicologico di recupero della dignità per poi iniziare una nuova vita fuori dalle mura di Casa Rut, ma con la certezza che una famiglia pronta ad accoglierle ci sarà sempre. (per saperne di più potete leggere il libro “Non più schiave”).
Padre Giorgio, invece, ha raccontato come loro padri sacramentini aiutano i ragazzi immigrati ad ottenere il permesso di soggiorno, e si occupano anche dei fidanzati e mariti delle ragazze accolte a Casa Rut.

La domenica mattina, 12 ottobre, Suor Rita ha incontrato i bambini di catechismo, insieme a Tina (ragazza ospite a Casa Rut) e Rita, sua figlia di quasi un anno; è seguita la Santa Messa, durante la quale Suor Rita ha ribadito che questo ponte che ormai si è creato tra Perego e Caserta deve continuare e che i bambini di Casa Rut hanno bisogno anche di noi: il pane spezzato ci accomuna tutti, da nord a sud, italiani, nigeriani, senegalesi o moldavi. Possiamo fare molto per contribuire alla crescita dei bimbi di Casa Rut, attraverso il progetto “Dare ali alla vita” e acquistando i prodotti che le donne immigrate producono a Caserta presso la Cooperativa sociale, lavoro che per loro è l’inizio di una nuova esistenza in Italia. (per maggiori info www.associazionerut.it).
La testimonianza di Suor Rita e Padre Giorgio si è conclusa domenica con un pranzo sociale aperto a tutti: abbiamo festeggiato insieme questo legame forte che ormai si è creato tra noi e Casa Rut, abbiamo aiutato la piccola Rita a spegnere la sua prima candelina, certi che per lei e per tutti gli altri bambini che abitano e che abiteranno a Casa Rut ci sarà un futuro pieno di “Nuova speranza”.
“[..] e quando avrai sperimentato che il povero introdotto a casa con te ti ha restituito alla gioia di vivere, allora il cielo entrerà davvero nella tua stanza.”


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